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Pirandello accademico d’Italia e il “volontario esilio”. Fascismo, vinti, giganti

28,00 22,40

di Pietro Miloneanno 2017390 pp.
ISBN: 9788861561410 Categorie: , Tag: , , , , , , ,

«Nonostante tutto, in lui rimase viva l’illusione della possibilità di un Teatro di Stato che realizzasse quel mecenatismo in grado di affiancare alle intenzioni e alle attività pratiche dello Stato etico, educatore, anche quelle di natura estetica che ne avrebbero costituito il supremo compimento ideale.»

Descrizione

Un lungo e decisivo periodo della vita artistica di Pirandello, dagli anni del successo mondiale e del teatro d’arte sino alla morte, quando, con il rifiuto dei funerali di stato, se ne andò sbattendo la porta (come raccontò Corrado Alvaro) in faccia al regime, pone la controversa e non del tutto chiarita questione dei suoi rapporti con il fascismo. Centrali, in tale periodo e per tale questione, sono gli anni del “volontario esilio” di Pirandello a Berlino e a Parigi, quando lo scrittore, nominato all’Accademia d’Italia, la più prestigiosa istituzione culturale del Fascismo, fu in realtà un accademico d’Italia fuori d’Italia e in polemica con il regime, come divenne clamorosamente manifesto con il discorso in accademia in occasione del cinquantesimo dei Malavoglia. Questo volume ricostruisce quegli anni della vita di Pirandello e ne esamina le opere (il Discorso su Verga e I giganti della montagna per primi), nella loro genesi e nel loro contesto, affrontando le questioni critiche e storiografiche connesse: il rapporto Pirandello-Verga e quello con il Fascismo e con le vicende, ancora poco indagate, dell’Accademia d’Italia. Il filo biografico del Pirandello accademico, mai prima direttamente utilizzato, traccia il disegno di una tela che, grazie anche a numerosi e inediti documenti d’archivio, presenta un nuovo e più ricco quadro d’insieme della vita e dell’opera dell’agrigentino. Il volume lega biografia, studio storico, saggio di critica letteraria e di analisi testuale e unisce nella sua scrittura il nitido disegno di uno studio scientifico alla narrazione, a più vivi colori, della moltitudine di personaggi e di eventi che vi si susseguono.

Autore

Pietro Milone vive a Roma, dove insegna. Ha svolto attività pubblicistica e di ricerca, con particolare riguardo alla letteratura italiana del Novecento. I suoi ultimi libri: L’aspra verità di Muscetta. Militanza e critica tra coraggio e dissimulazione (Edicampus, 2015); Sciascia: memoria e destino. La musica dell’uomo solo tra Debenedetti, Calvino e Pasolini (Sciascia, 2011). A Sciascia ha dedicato vari altri lavori, anche in rapporto a Pirandello (L’udienza. Sciascia scrittore e critico pirandelliano, Vecchiarelli, 2002), autore di cui si occupa da più di trent’anni con saggi critici e altri scritti sulle principali riviste a lui dedicate («Rivista di studi pirandelliani», «Ariel» e «Pirandelliana», del cui comitato scientifico fa parte) e con edizioni di opere: Uno, nessuno e centomila e L’umorismo (Garzanti, 1993 e 1995) e, più di recente, Novelle della grande guerra (Nova Delphi, 2017).

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Rassegna stampa

Pirandello accademico d’Italia e il «volontario esilio», recensione su Archivio Storico (rubrica Libri e Riviste), marzo 2018.

Pirandello. Discorso sul fascismo di Massimo Onofri, L’Avvenire, 7 gennaio 2018.

Pietro Milone, Pirandello accademico d’Italia e il «volontario esilio», recensione di Adele Errico, Oblio VII, 28.