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Catalogo

Pietro Tedeschi
Pesaro 1744 - Roma 1812

48,00 45,60

a cura di Giovanna Patrignanianno 2020374 pp.
ISBN: 9788861561717 Categoria: Tag: , , , , , , , Acquista versione PDF

Descrizione

Pietro Tedeschi è nato nel 1744 a Pesaro dove, giovanissimo, ha frequentato la scuola-bottega del noto pittore e architetto Giannandrea Lazzarini (1710-1801), divenendo ben presto uno dei suoi migliori allievi. Nel 1770 a 26 anni inizia a perfezionare tale apprendistato pittorico nella prestigiosa Accademia Clementina di Bologna, dove ha potuto visionare direttamente i capolavori del classicismo emiliano del Cinquecento e Seicento, assimilando la lezione dei Carracci, di Guido Reni, del Domenichino. Nel 1777 a 33 anni si trasferisce definitivamente a Roma, dove il maestro Lazzarini era solito indirizzare i suoi scolari più meritevoli. Come documenta il carteggio del pittore con Lazzarini e il rinomato erudito ed archeologo Annibale degli Abbati Olivieri Giordani (1708-1789), i suoi due illustri concittadini sono stati i principali estimatori e protettori per la sua carriera pittorica, che si conquista con operosa tenacia anche nel procacciarsi protezioni e committenze tra potenti cardinali e ricchi aristocratici della capitale, «conoscendo essere in Roma molto necessarie tali protezioni», come scrive nella lettera del 7 maggio 1777 a Olivieri; infatti tra i suoi fautori e mecenati, alcuni dei quali l’hanno ospitato nei loro palazzi, riesce ad annoverare i cardinali Gennaro Antonio de Simone, Gaetano Fantuzzi, Mario Compagnoni Marefoschi, Leonardo Antonelli, Stefano Borgia, i principi Barberini, Albani, Altieri, i duchi Lante.
Nella capitale, centro internazionale delle arti e del neoclassicismo europeo, apre una sua scuola pittorica, raffina la tecnica, progredisce nella ricerca di uno stile personale nell’espressione dei temi devozionali, dipinge numerosissime opere di cui una settantina rimaste, fra cui una trentina di pale d’altare; si fa conoscere ed apprezzare, conquistandosi una posizione ragguardevole nel novero dei pittori operanti a Roma nell’età di Pio VI, fra cui Domenico Corvi, Giuseppe Cades e Antonio Cavallucci, con i quali nel 1793-94 lavora in équipe per dipingere i quattro evangelisti nei pennacchi della cupola del duomo di Urbino. Il 25 novembre 1785 ha il grandissimo privilegio di presentare personalmente a Pio VI la grande e bella pala raffigurante il Martirio di San Cassiano, mentre era esposta nel Pantheon, commissionatagli per l’altare maggiore della cattedrale di Imola; il papa trattenne Tedeschi in un «lungo colloquio» elogiandone l’opera e nel congedarsi gli conferì l’altissimo onore «del bacio del piede». Da numerose località di varie regioni gli vengono commissionate molte opere di carattere sacro, per la maggior parte firmate e datate, che il pesarese da Roma invia nelle Marche, in Lazio, Toscana, Umbria, Romagna, dove sono tuttora conservate: tra queste la sua prima opera di grande formato, la bellissima pala per l’altare maggiore della chiesa pesarese di Sant’Agostino, raffigurante la Santissima Trinità con la Vergine e i Santi Agostino e Lorenzo, forse il suo capolavoro, d’impronta marattesca, tuttora in loco, firmata e datata, dipinta nel 1776 a Roma, dove l’ha esposta nella chiesa di Santa Maria sopra Minerva prima di inviarla a Pesaro.

Noto, apprezzato e richiesto ai suoi tempi, come documentano le molte opere rimaste, Pietro Tedeschi, che muore a Roma nel 1812 a 68 anni, è stato poi quasi ignorato dalla critica moderna, sorte comune agli innumerevoli artisti approdati a Roma dalla provincia, uno dei tanti marchigiani, che merita invece una ricognizione critica a tutto campo della sua identità artistica e della vasta produzione pittorica. Con questa monografia, che colma un vuoto storico-artistico finora imperante, recupera la visibilità che aveva tra i suoi contemporanei e la dignità di una collocazione, con pregi e limiti, nel contesto pittorico del classicismo della seconda metà del Settecento.

Introduzione di Roberto Domenichini.

Saggi di Filippo Alessandroni, Rodolfo Battistini, Enrica Bruni, Letizia Bruscoli, Grazia Calegari, Camilla Ciaschini, Sandro Corradini, Roberto Domenichini, Marco Droghini, Roberta Francolini, David Frapiccini, Fabio Fraternali, Marilena Gamberini, Giacomo Maranesi, Alessandro Marchi, Benedetta Montevecchi, Manuela Francesca Panini, Stefano Papetti, Giuliana Pascucci, Giovanna Patrignani, Luigi Rossi, Tiago Salgueiro, Anna Tambini e Riccardo Paolo Uguccioni.

Curatrice

Giovanna Patrignani si è laureata in Lettere Classiche presso l’Università di Bologna, ha poi conseguito la specializzazione in Storia dell’Arte presso l’Università di Urbino e il diploma della Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Modena. Ha lavorato presso la Biblioteca Oliveriana di Pesaro e l’Assessorato alla Cultura del Comune di Pesaro. Nel 1990 è stata uno dei fondatori della “Società pesarese di studi storici”. Dal 2006 al 2010 ha condotto su “Radio Città” la rubrica “Radio Città racconta la storia di Pesaro”, di cui nel 2008 è stato edito il relativo volume. Dal 2007 è deputato della “Deputazione di storia patria per le Marche”. Ha pubblicato una ottantina di articoli, saggi e monografie su vari aspetti della storia di Pesaro, fra cui antiche fiere, storiografia artistica, collezionismo, inventari di quadrerie, antica nobiltà civica e blasonari, pergamene Oliveriane, donne dei Malatesti signori di Pesaro. Nel 2018 ha vinto ex aequo il Premio Nazionale di Cultura “Frontino Montefeltro” per la Sezione “Cultura Marchigiana” con il volume La chiesa di San Giacomo a Pesaro, Metauro 2017.

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Rassegna Stampa

Pesaro riscopre Pietro Tedeschi di Filippo Alessandroni, Il Nuovo Amico, 14 marzo 2021.

Per gli appassionati d’arte, un nuovo progetto editoriale di Metauro Edizioni, partner di Pesaro Città che legge, Comune di Pesaro, 29 gennaio 2021.

Tedeschi, il pittore riscoperto di Riccardo Paolo Uguccioni, il Resto del Carlino, 7 gennaio 2021.