Intervista a Giorgio Tornati, autore di Che fine ha fatto il Drago?

da | 8 Dic 2022 | Blog, Interview

Giorgio Tornati

EX SINDACO DI PESARO E DOCENTE DI GEOLOGIA NEI LICEI, RACCONTA IL SUO VOLUME DI FAVOLE CHE FINE HA FATTO IL DRAGO? (2022)

Chi è Giorgio Tornati? Parli un po’ di lei e di cosa si occupa

Oggi sono un nonno in pensione che ha quattro nipoti. Ho avuto una vita interessante perché ho fortemente voluto e potuto vivere come volevo. Ho conosciuto la seconda guerra mondiale, la povertà del dopoguerra, cresciuto in una famiglia di modestissime condizioni economiche e culturali. Grazie a tanti sacrifici e a una borsa di studio mi sono laureato a Roma in Scienze geologiche. Poi, dopo aver servito la Patria e aver insegnato alle scuole medie superiori, mi sono dedicato “anima e cuore” alla vita politica ricoprendo diversi incarichi pubblici: tra gli altri, Sindaco di Pesaro e Senatore della Repubblica. Mi sono sposato con Maria che sostanzialmente ha percorso analoghe esperienze mentre i due figli si sono guardati bene dal percorrere la nostra stessa strada. In età matura, come si conviene, ho cominciato a ripensare alla mia vita sulla quale sono usciti alcuni libri. L’ultimo è “un incidente di percorso”: ho scritto favole per i miei nipoti!

Perché un libro di favole?

Nella mia vita ho fatto tante cose che non avrei mai immaginato di fare. Questo libro, per esempio! I giochi e i dialoghi con i nipoti hanno costituito “le scintille” che hanno acceso il “gusto” di parlare ai miei nipoti con testi scritti dopo aver parlato in tante piazze, nell’aula vellutata del Senato, al Presidente Pertini, in una sala di Washington piena di Parlamentari provenienti da tutto il mondo! Ho immaginato strani linguaggi che hanno permesso di dialogare bimbi, gocce d’acqua, sassi, upupe, Santi e Draghi. Hanno parlato di natura, di storia, di religione. Scritti nel corso di diversi anni, contengono un po’ dei miei studi e soprattutto delle esperienze maturate a contatto con “tutte le specie umane” incontrate in tanti anni vita politica vissuta tra la gente e nelle istituzioni. Ho osato alzare gli occhi e guardare gli esseri umani e la natura con gli occhi della fantasia.

Quanto è importante parlare di scienza e ambiente ai bambini?

Tanto. Bisogna suscitare curiosità. Ancora in Italia la scienza negli ordini scolastici primari e secondari non viene insegnata bene. Si dovrebbe partire dall’osservazione del fenomeno naturale, analizzarlo e poi riassumerlo in una “formula”, cioè una legge. Avviene invece il contrario. La cultura scientifica ha questo pregio: rompe i muri tra le cosiddette asfittiche “identità”! Fa dialogare “i diversi”. Insegna a vedere al di là delle apparenze. I bimbi hanno pochi pregiudizi e quindi posseggono la capacità di chiedersi le cose apparentemente più strane. Strane per noi adulti.

Perché ha scelto le ambientazioni nella regione Marche? Qual è il valore aggiunto di questo territorio?

È la mia regione. La conosco abbastanza bene perché in alcuni periodi della mia attività pubblica l’ho percorsa in lungo e in largo. È ricca di storia, di fenomeni naturali. Mare, colline e monti. Per un geologo è “grazia di Dio”! C’è tanta storia. Si pensi a quel gioiello che è Urbino. Siamo al centro del Mediterraneo. Da noi vengono a svernare le upupe provenienti dalla Polonia. A Pesaro e nelle Marche abbiamo avuto tra le altre anche la Civiltà Picena.

Un messaggio per i lettori di Metauro Edizioni

È una Casa Editrice coraggiosa. Osa inoltrarsi in sentieri difficili. Rappresenta un po’ anche la mia nipotina che ha osato trasformarsi in Upupa per vivere l’ebbrezza del volo. Per attraversare mondi sconosciuti. Che ha rifiutato il comodo volo in aeroplano per saggiare la turbolenza delle alte quote dei cieli, ma anche il leggero trasporto delle correnti d’aria che ti accarezzano e ti fanno volteggiare e guardare il mondo d’alto in basso non per alterigia ma per farti provare la magia del volo.

Che fine ha fatto il Drago?