TOP

Il gusto DELL’EDITORIA

CORRADO DONATI È PASSATO DA PROFESSORE A EDITORE, E LA SUA SCELTA SI È RIVELATA VINCENTE: GRAZIE AL SUO LAVORO ADESSO CONDIVIDE CON I LETTORI LE SUE PASSIONI. NE HA PARLATO IN UN’INTERVISTA SU IN MAGAZINE PESARO (N° 3 NOVEMBRE/DICEMBRE) ALLA STORICA DELL’ARTE GIOVANNA PATRIGNANI.

Può capitare che un professore universitario decida di mollare sul più bello la carriera accademica per cambiare lavoro e si metta a fare l’editore. È accaduto a Corrado Donati, già docente di Letteratura Italiana Contemporanea a Trento, che dal 1998 guida la Metauro, una piccola casa editrice indipendente che ha saputo farsi un nome in Italia e all’estero.

Com’è avvenuto questo passaggio?

“Ero deluso da un mondo accademico in cui la burocrazia era divenuta ormai pervasiva, mentre il ruolo dell’insegnamento passava sempre più in secondo piano. Il mio disagio ha trovato risposta nell’incontro con un amico tipografo, purtroppo scomparso, Franco Spallotta, che mi ha invogliato ad avviare un’attività editoriale. Non c’è stata grande soluzione di continuità tra i due lavori, perché da subito mi sono avvalso delle mie amicizie e conoscenze in ambito universitario ed abbiamo iniziato pubblicando saggi di critica letteraria.”

Qual è stata poi l’evoluzione del tuo lavoro editoriale?

“Da un lato ha seguito le mie inclinazioni e la mia formazione. Alla saggistica si sono aggiunte collane rivolte al teatro e al cinema, che in ambito novecentesco sono strettamente correlate alla letteratura. Poi è entrata in gioco la mia pesaresità e ho voluto creare uno spazio editoriale per l’arte e la cultura del nostro territorio. È una sezione di cui vado molto fiero e che intendo sviluppare con grande impegno nei prossimi anni.”

Quali sono gli aspetti per te più appaganti di questo lavoro?

“Innanzitutto il fatto che esso rappresenti una forma di artigianato di alta qualità. L’allestimento di un volume richiede grandi competenze, molta dedizione e, non ultima, una certa dose di gusto: un libro dev’essere anche un oggetto estetico piacevole da vedere e da sfogliare. Poi per un piccolo editore indipendente c’è la soddisfazione di andare alla ricerca di testi particolari che a volte richiedono scelte coraggiose, per offrire al pubblico dei lettori qualcosa che non trova nei cataloghi delle grandi case editrici. Ti faccio un esempio: abbiamo appena pubblicato in traduzione un libretto di Marielle Macé sulla questione dei migranti, un’analisi profonda e poetica su uno dei problemi di maggior attualità.”

Consiglieresti ai giovani di intraprendere questo mestiere?

“Richiede molta dedizione e spirito di sacrificio, ma è anche ricco di soddisfazioni.”

Scrivi un Commento