Lidia Maggioli e Antonio Mazzoni Giuseppe Levi nasce a Genova nel 1911 da famiglia di religione ebraica. Nel 1933 si laurea in giurisprudenza. Quattro anni dopo, raggiunge Carlo Rosselli a Parigi con il proposito di arruolarsi nelle brigate internazionali in difesa della Repubblica spagnola. Per questo viene punito con il carcere e il confino. Con l'ingresso dell'Italia in guerra subisce tre anni di internamento come ebreo antifascista. Dopo l'8 settembre si unisce ai partigiani laziali e diventa comandante delle formazioni dei Castelli Romani. Compie alcune clamorose azioni di sabotaggio che nel 1961 vengono immortalate da Nanni Loy nel film "Un giorno da Leoni". La sua famiglia è duramente colpita dalla Shoah. "Sette sono le luci di un ponte. Sette, le luci che si spengono in una notte di dicembre del 1943 mentre è in transito un treno carico di militari tedeschi. A capo dell'azione partigiana, una delle più importanti del Lazio e dell'intera penisola, un trentenne che da avvocato si fa stratega militare, da perseguitato, inflessibile vendicatore di torti. Torti politici e razziali in un'epoca in cui le apparenze culturali o religiose potevano costituire uno svantaggio irrimediabile".
ISBN 978-88-6156-093-2 pp. 135